Malus di N.Latteri Scholten il nuovo fantasy italiano

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Un fantasy rivoluzionario che rompe col passato per aprire a nuovi orizzonti. Di ambientazione nord europea ma profondamente ancorato all’antica cultura italiana, Malus e un romanzo insolito, coinvolgente e poetico, che combina insieme umorismo e dramma, dove Bene e Male si scontrano nel buio di una fortezza ai confini del mondo, in un duello senza esclusioni di colpi, giocandosi il tutto per tutto e come per incanto il Fantasy diventa ribellione alle leggi dell’universo.

 

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Malus I. Tenebricus,5

ECCOCI!!! FINALMENTE SIAMO ARRIVATI!

 

«Adesso ho bisogno di un posto, dove potere pensare con calma» si guardò attorno.

Uno schianto la fece trasalire, un’imposta sbatteva poco distante. Senza riflettere a lungo raggiunse la finestra più vi­cina, si affacciò, sotto si vedeva solo il mare, s’issò sul davanzale e come previsto poco più in basso scorreva un corni­cione, che seguiva il percorso delle mura fino a piegare verso l’esterno per girare intorno ad una torre. Si calò sul cornicione, lo seguì fino al punto più lontano dalle finestre, da dove avrebbero potuto scorgerla gli inseguitori.

Il cornicione era abbastanza largo da permetterle di se­dersi comoda­mente, guardò impaurita verso il basso dove in profon­dità s’infrangeva il mare. Il fragore delle onde si perdeva assorbito dall’impressionante altezza, la spuma dei cavalloni era ridotta a un tenue luccichio, era abituata alla scogliera, ma questo era più impressionante.

«Non avrei mai pensato di ridurmi alla classica cretina che scappa per il castello inseguita dai mostri. Nella vita ce n’è sempre una nuova», constatò una volta seduta, cercando di riprendere fiato. Temendo di cadere, per sicurezza si appoggiò alla parete e alzò gli occhi al cielo, che le appariva sede d’irraggiun­gibile serenità, inaccessibile agli uomini e intat­to nella sua purezza, lontano dal Male ma in quel momento di sconforto anche dal Bene. Un rumore la richiamò alla realtà, si voltò, un piccolo mostro rivoltante dalla pelle grigia e grinzosa si era arrampi­cato sul cornicione e si stava avvicinando strisciando a quattro zampe.

«Mancavano soltanto i Greemlins, pussa via! »

«Non sono quello che hai detto».

«Un Goblin? » azzardò Desirée, dato che si trovava in un mondo fantastico, quello schifo di creatura doveva pure avere un nome.

«Nemmeno quello. Io ti mangio», le rispose il mostro, muovendo nervo­samente la lunga coda da ratto cosparsa di lunghi acu­lei. La guardava con piccoli occhi gialli da rettile, dalle fauci aperte colava una lunga scia di bava verdastra e fuoriusciva un odore nauseante. Desirée si alzò sostenendosi alla parete, diede una rapida occhiata al cielo cercando qualcosa che non riuscì a vedere.