Malus l’innovativo romanzo Fantasy… scarica gratis

Malus l’innovativo romanzo Fantasy… scarica gratis

Malus un romanzo fantasy profondo, di qualità,originale e divertente. scaricalo finché è gratis!
Non ci credi perché i fantasy in genere sono roba da poco, senza spessore? Leggi … è gratis
http://www.lulu.com/it/it/shop/n-latteri-scholten/malus-penumbra/ebook/product-21816887.htmlmalusneropiccolo122sa2t

Sfida letteraria al mondo Fantasy

SFIDA AL MONDO FANTASY!

Ciao a Tutti!

Pare che il mio romanzo Malus sia difficile da recensire, in molti hanno gettato la spugna, così ho deciso di lanciarvi una sfida:

Esperti e amanti del fantasy (e non) siete in grado di recensirlo senza rivelare i colpi di scena finali?

Se accettate la sfida letteraria, contattatemi  sulla mia pagina facebook, dove troverete anche altre informazioni, vi manderò il file pdf o l’epub.:

https://www.facebook.com/NLatteriScholten?ref=hl

Un grande abbraccio e Grazie a tutti e in bocca al lupo!2a0nb5t2

Malus di N.Latteri Scholten il nuovo fantasy italiano

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Un fantasy rivoluzionario che rompe col passato per aprire a nuovi orizzonti. Di ambientazione nord europea ma profondamente ancorato all’antica cultura italiana, Malus e un romanzo insolito, coinvolgente e poetico, che combina insieme umorismo e dramma, dove Bene e Male si scontrano nel buio di una fortezza ai confini del mondo, in un duello senza esclusioni di colpi, giocandosi il tutto per tutto e come per incanto il Fantasy diventa ribellione alle leggi dell’universo.

 

Leggi e commenta i primi capitoli gratis:http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1034024

 

 

Malus è uscito!

 

 

 

 

 

 

Questa è la nostra nuova e splendida copertina!

Ci scusiamo per la lunga assenza dovuta all’esigenza vitale di costringere il nostro autore a stringere i tempi e decidersi di pubblicare finalmente le nostre avventure.

a questo link potete leggere i primi capitoli di Malus e comprarlo.

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=992279

Purtroppo la lettura gratis finisce proprio quando il romanzo comincia ad essere originale e noi non ci siamo ancora, come potrete ben capire, non siamo stati noi a decidere, d’altrone noi siamo dei semplici personaggi e non i protagonisti… non siamo nè lo splendido Malus Principe della Notte, nè il temibile drago Penumbra, o la sfacciata ragazza Desirée.

Per chi ancora non lo conscesse alleghiamo una breve descrizione:

 

Il giovane drago Penumbra viene inviato come agente segreto nel Midgard con l’incarico di sottrarre agli uomini un’arma capace di distruggere Madre Natura.

 

Malus, il bellissimo Principe della Notte, entrato in possesso dell’arma è intenzionato ad usarla per fuggire dalla fortezza di Nachtfels in cui è rinchiuso ed invadere il Midgard con un esercito di creature delle tenebre.

 

In mezzo a tutto ciò viene a trovarsi Desirée, un’irriverente ragazza del nostro mondo con un passato da ballerina classica e punk, che insieme a dei sboccati e colorati mostriciattoli a ritmo di rap cerca d’affrontare la questione a modo suo.

 

Nei più oscuri meandri della fortezza di Nachtfels si nasconde, però, un’entità la cui malvagità è di tale portata da scombinare i piani del drago. Le tenebre non saranno più sicure nemmeno per il Principe della Notte.

 

Malus è un romanzo corale, insolito, a più livelli di lettura che combina insieme umorismo e dramma, dove Bene e Male si scontrano nel buio di un castello ai confini del mondo, in un duello senza esclusioni di colpi, giocandosi il tutto per tutto e come per incanto il Fantasy diventa ribellione.

Un abbraccio a tutti e buona lettura, fateci sapere cosa ne pensate ciao

Malus. I primi capitoli

11.jpgCiao a tutti i gentili viandanti che visitano il nostro blog.

Tra poco uscirà la nuova edizione di Malus molto rivista e aggiornata, per questo abbiamo deciso di ripubblicare i primi capitoli, che sono un po’ cambiati, anche perchè il nostro autore non sa stare con le mani ferme!

Ti cambia la vita e nemmeno te ne accorgi…

tenetevi forte tra poco arriviamo.

MALUS. L’inizio. Capitolo primo

Il racconto del giullare

 

Chi è costui, vi chiederete voi. Ecco, mi presento: sono un giullare e quanti mi conoscono, credo, siano pronti a giurare che sono pazzo. Folle, nel vano tentativo di sfidare la magia col solo ausi­lio dell’intelletto. Sognatore, perché credo nella grandezza dell’uomo. Male­detto, perché non affido le mie speranze a un raggio di Sole. Dannato, perché ho cercato di cancellare i colori dell’arcobaleno, lasciando solo il rosso del sangue. Il mio sangue sulle mie mani. Eppure, vi fu un tempo lontano in cui fui principe, figlio di grandi re, in se­guito impugnai la spada come bandito, ma le mie armi preferite furon e saranno le parole, messaggere della mia più intima essenza che è sempre stata un’anima di giullare.

Da questa collina verdeggiante vedo le foglie tremare al sottile respiro del vento e mi torna in mente soave il suono dei flauti, dei liuti, della mia amata arpa, spensierato sottofondo delle corti principesche, eppure ogni volta che vorrei d’abbandonarmi ai ricordi, irrompe il fragore scellerato dei campi di battaglia, lo sguardo spietato dei condottieri con i pugni insanguinati stretti sulle spade, ed è inutile negarlo, io ero tra loro.

 A quest’ora i fianchi della collina si tingono d’oro, e i tanti fiori che li ricoprono assumono tinte calde, madide di vita, sento il loro profumo abbracciarmi, quasi a volere diventare la mia linfa, ma non è che un’illusione… . Così, come se volessi rispondere ad un muto richiamo, ogni sera vengo a sedermi sotto questa quercia, rivolto a nord, col cuore proteso verso i confini settentrionali del nostro mondo, verso funesto Niflar, il Paese delle Nebbie, che divide la Terra degli Uomini, dei vivi, il Midgard, dal mondo dei morti, l’Hell. Guardo in lontananza sperando di potere vedere la bruma scivolare fina tra i boschi, venirmi incontro, cercando me, figlio del Paese delle Nebbie. Ballavo, cantavo, scherzavo, ma il mio cuore era dominato dalla nebbia, non c’era piacere umano che potesse dissolverla, allontanarla da me. Già perché all’epoca non volevo ammettere nemmeno questo: la mia natura elfica e non umana.

Alcune saghe evanescenti c’identificano con gli elfi neri, ma nelle notti d’inverno, quando la bruma arriva a sfiorare le cime scure degli abeti, il vento canta il nostro antico nome: eravamo i Nibelunghi, adesso siamo pochi errabondi senza terra e un passato che non è altro che una confusa leggenda nella stessa legenda.

Ed io, solitario principe di una stirpe maledetta, artefice della propria tragedia, detentrice di allettanti tesori che tante rovine generarono, cosa spero di potere intravedere nascosto dietro la nebbia? Un amore disperato, i miei crimini, la mia rabbia?

Forse vi sto raccontando questa storia, perché penso che sia giunto il momento di tornare indietro nella parte più buia del mio passato e confrontarmi con ciò che più temo: me stesso; riaprendo cicatrici che il tempo non può sigillare e il cuore non ha la forza di sfuggire. Sembrerebbe non avere senso, eppure solo così, forse, riuscirò a ritrovare la mia anima di giullare, persa nelle nebbie dell’odio, essa stessa tenue ombra, nebbia tra le nebbie.

Pagina Facebook

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Ciao a tutti!

Alle volte il nostro autore fa qualcosa di utile, adesso ha aperto una pagina facebook!!! Seguiteci, così potrete essere sempre informati di quello che facciamo e dove trovarci.

 

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abbraccio a tutti

 

 

Malus I. Lo scoccare delle ore, 5

 

«Sono dolente di dovervi nuovamente contraddire. Terrei, infatti, a rilevare che in fatto di malvagità i vostri ante­nati hanno di gran lunga superato i miei, inoltre non mi potete tacciare d’asocialità, quando mi distanzio semplicemente dal volgo, facendo la parola “associale” evidente riferimento ad una persona che vive al di fuori della società, incapace di integrarsi, invece io, rappre­sentan­done l’apice, ne sono perfettamente integrato, nel senso più puro dell’ari­stocrazia, intesa come il comando dei migliori, o dalle vostre parti preferite affidare la guida della società ai peggiori », sorrise pienamente sod­disfatto, vedendo che, so­prattutto l’ultima parte del suo discorso, non era piaciuta af­fatto alla sua ospite e che se l’era cavata abbastanza bene nella disputa verbale.

«Mai sentito parlare di democrazia, vero? ».

«No, ma già il nome non promette niente di buono».

«Tanto per cominciare Amleto era un principe».

Malus la guardò sinceramente stupito.

«Scioccante e per quale motivo faceva di questi discorsi estraniati? » Il modo di ragionare di Malus sfuggi­va a quanto Desirée aveva conosciuto fino allora, probabilmente era dovuto al fatto di appartenere ad un mondo completamente diverso da suo e mentre cercava una risposta o come sin­tetizzare in modo comprensibile al suo interlocutore un intero dramma sha­kespeariano, Malus trovò da solo la risposta.

«Presumibilmente non aveva ricevuto un’educazione adeguata al suo rango, che di conseguenza gli avrebbe fornito una valida spiegazione a tali futili do­mande, evitando probabilmente che gli venissero in mente».

«Oppure, Amleto ha avuto il coraggio di porsi alcune domande», controbatté Desirée, sicura di sferrare un colpo basso a Malus, ma non fu così, perché con la solita flemma questi rispose.

«Terrei a sottolineare che per porsi e porre delle domande non c’è assolutamente bisogno di coraggio, ma unicamente d’acume mentale, di conseguenza più che un coraggioso, questo povero disperato dà l’impressione di essere stato uno che non conosceva se stesso, perché, vedete mia Signora, il nostro vissuto è estremamente breve, come è limitato il pezzo di terra dove si vive, ed è breve anche la più duratura fama preso i posteri, tra l’altro tramandata da generazioni di omuncoli condannati a morire senza nemmeno avere conosciuto se stessi, quindi è perfettamente inutile aspettarsi che siano in grado di comprendere una mente eccelsa. Onde per cui, questi dubbi sono inutili affanni dell’anima che affliggono gli omuncoli disorientati.  Era d’aspetto sgradevole? » Desirée lo guardava sorpresa.

«Che c’entra questo? No, anzi pare che fosse un gran bel figliolo. Certo che definire Amleto un omuncolo disorientato è il colmo. È il tormento, il dramma dell’esistenza umana…», adesso Malus la guardava più perplesso che mai, quelli erano turbamenti che avrebbero potuto venire a lui, rinchiuso in un castello isolato dal resto del mondo, ma non ad un altro principe bello e libero di godersi la vita. Il mondo al di fuori di Nachtfels sembrava veramente strano e questo avrebbe potuto incidere sui suoi piani. Comunque la ragazza con la sua parlantina era una stupefacente fonte d’informazioni.

«E come è finito? » s’informò.

«Con la sua morte». Malus fece una smorfia compiaciuta.

 

MAlus I. Lo scoccare delle ore, 4.

 

Il Principe della Notte, indossava un lungo abito di seta blu scuro trapunto con piccoli zaffiri, se­deva ad uno scrittoio po­sto quasi di rimpetto alla porta, vedendola entrare si alzò per salutarla.

«Buongiorno mia Signora. Spero abbiate dormito bene e vi siate ri­presa dallo spavento ».

«Sì, grazie» rispose Desirée chinando il capo timidamente. «Sono venuta per ringraziarti per quanto hai fatto per me ieri sera. Ti devo la vita…». Glaciale come al solito il Principe della Notte non rispose immediatamente, solo dopo un po’ disse.

«Non dovete ringraziarmi, sapete benissimo che non l’ho fatto per il vostro bene. Piuttosto sono io a dovervi chiedere umilmente perdono per non avervi accolto fin dall’inizio nel modo dovuto, esponendovi alla famelicità dei mostri. Il mio è stato un comportamento poco nobile che non trova giustificazione alcuna. Non potrei disprezzare i vostri an­tenati per avermi condannato prima ancora che nascessi, se io stesso agissi in modo simile nei vostri con­fronti».

«Io non ti avrei mai condannato, sei tanto carino», rispose lei con fare accentuatamente imbarazzato e civettuolo, guardandolo con grandi occhi chiari e sbattendo le lunghe ciglia, ma quest’ultima osservazione non piacque molto al Principe della Notte che, infastidito dai modi leziosi, si rimise a sedere contrariato, ripensando all’odio che lo aveva pervaso la notte prima. Sapeva che avrebbe dovuto allontanarla, ma la lunga solitudine aveva raggiunto un peso insopportabile. Faceva persino fatica ad articolare le parole, non avendo mai parlato ad alta voce con alcuno, l’unica cosa che aveva pronunciato erano formule magiche, e quando lei parlava troppo velocemente, aveva qualche difficoltà a capirla. Pur essendo un nemico, era qualcuno con cui parlare, non avrebbe ricevuto risposte scontate come dagli Alp; inoltre il pensiero che lo inquietava maggiormente era che una volta fuggito da Tenebricus avrebbe dovuto confrontarsi con altri regnanti e condottieri anche verbalmente, pertanto decise di intrattenersi con lei, tanto più che aveva letto che parlare con le donne è più difficile essendo prive di ogni logica e buon senso, quindi era un ottimo allenamento, così rispose secco.

«Di cosa parlavate con i mostri?» Domandò distrattamente tanto per fare conversazione.

«Di un antico dilemma», rispose con non curanza Desirée, intanto studiava le spalle di Malus, pensando “ Larghe, possenti, peccato che sia un po’ magro, ma gli dona, se ci fosse Sophie sarebbe una sfida fantastica” poi scotendosi dai suoi pensieri, aggiunse citando Amleto.

«Essere o non essere, questo è il problema».

«E perché? » domandò incuriosito Malus, smettendo di scrivere ed appoggiandosi allo schie­nale per poterla osservare più comodamente.

«Come sarebbe a dire, perché? »

«Sì, perché? Posso farvi notare mia Signora, che giacché siete viva, se ne può logicamente desumere che esistiate di già, quindi la vostra domanda è del tutto su­perflua». Quello era sicuramente un ottimo allenamento, ma gli venne un dubbio. «Non starete per caso insinuando, che non ho ben capito il senso della domanda? » Questo non gli piaceva.

«Esattamente», rispose Desirée sorridendo spavaldamente a Malus, il quale adesso la guardava con fin troppa attenzione, rispondendole altero.

«Signora, vi prego, questi sono dubbi che riguardino il comune volgo ed in quanto tali non mi tangono. Un intelletto veramente superiore è capace d’abbracciare col pensiero tutto il tempo e tutta la sostanza. Spero che questa risposta vi soddisfi maggiormente, perché non ho alcuna intenzione di dilungarmi in ulteriori e superflui deliri mentali». Aveva passato secoli a leggere i classici del pensiero delle migliori menti dei nove mondi, pertanto non gli mancavano certo le armi intellettuali per sconfiggere una ragazza proveniente da un mondo superficiale e vuoto, che infatti gli aveva già messo il broncio borbottando.

«Oltre ad essere maligno, sei anche associale». La ragazza era imprevedibile.

 

Malus I. Lo scoccare delle ore, 3

 

«L’altro giorno abbiamo detto ad alcuni di noi di an­dare in uno scantinato a prendere il carbone, li abbiamo chiusi dentro, non c’era il carbone, ma l’acqua che saliva sempre più e sono annegati».

«Ah, ecco chi è stato» disse uno dietro di lui, men­tre altri gli fa­cevano da spalla.

«Non siete annegati? »

«Capo, forse era la bassa marea quella che veniva…», suggerì con fare col­pevole un altro, poco prima di essere aggredito da un compagno. Ne nac­que una piccola rissa i cui partecipanti rotolarono giù da delle scale, dove i colpevoli avevano cercato di scappare, gli altri rimasero un at­ti­mo ad osservarli, continuando poi tranquillamente il loro camino. Ogni tanto si vedeva apparire un Alp, ma spariva subito dopo, sembravano avere ricevuto l’ordine di tenersi alla larga, inoltre la mancanza di reazioni da parte di Desirée li avviliva.

«Se volete fare davvero i cattivi, perché non vi mangiate il vostro pa­drone, sarebbe una cattiveria senza pari, divorare il padrone, non c´è niente di più cattivo». Il tentativo di sobillazione non riuscì molto bene, i mostri la guar­darono scandalizzati.

«Queste sono cose che non si pensano nemmeno.»

«No, no.» Aggiunsero gli altri preoccupati.

«Ma si può sapere da che postaccio vieni, per avere idee del genere? » Desirée non si arrese e insistette.

«Ma come fate ad essere cattivi, se obbedite cie­camente al vostro pa­drone, io pensavo che per essere davve­ro malvagi, bisognasse essere contro ogni cosa.»

«Solo se non fa male».

«Farsi male è contro la nostra etica».

«Lui davvero cattivo».

«Di conseguenza può fare male, molto male».

«E io? Secondo voi sono cattiva ?»

«Buona, con le patatine e la salvia».

«Anche l’alloro non ci starebbe male».

Le scale erano finite, erano in un ampio corridoio, la guardia che li precedeva aveva aperto una porta dalla quale filtrava uno spiraglio di luce, entrando Desirée si rese conto di trovarsi nella stessa stanza della sera precedente. I mostri rimasero ri­spettosamente all’esterno. Vista con animo sereno la camera era ac­cogliente, piccola e straripante di libri, che ricoprivano ogni superficie piana disponibile, fatta eccezione per una roccia sulla quale poggiava la sfera di cristallo.