Sfida letteraria al mondo Fantasy

SFIDA AL MONDO FANTASY!

Ciao a Tutti!

Pare che il mio romanzo Malus sia difficile da recensire, in molti hanno gettato la spugna, così ho deciso di lanciarvi una sfida:

Esperti e amanti del fantasy (e non) siete in grado di recensirlo senza rivelare i colpi di scena finali?

Se accettate la sfida letteraria, contattatemi  sulla mia pagina facebook, dove troverete anche altre informazioni, vi manderò il file pdf o l’epub.:

https://www.facebook.com/NLatteriScholten?ref=hl

Un grande abbraccio e Grazie a tutti e in bocca al lupo!2a0nb5t2

Nuova recensione a Malus di N.Latteri Scholten

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Recensione a Malus romanzo fantasy di N.Latteri Scholten.

…è un romanzo che non può essere riassunto o raccontato, ma va letto e riletto.

…Il male di cui si racconta, protagonista indiscusso insieme a Malus, non è facile da cogliere, perché la parte diabolica si cela, ma può anche apparire intelligente: il potere e la forza affascinano, possono ingannare e confondere le carte. A un certo punto non sarà più facile avere chiaro chi sia il cattivo e chi il buono, né quale forza vincerà…

http://www.recensionelibro.it/malus-n-latteri-scholten

leggi i primi capitoli gratis: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1053301
http://www.amazon.com/Malus-Italian-Edition-Nicoletta-Latteri-ebook/dp/B00IAK1I4Y

Malus è uscito!

 

 

 

 

 

 

Questa è la nostra nuova e splendida copertina!

Ci scusiamo per la lunga assenza dovuta all’esigenza vitale di costringere il nostro autore a stringere i tempi e decidersi di pubblicare finalmente le nostre avventure.

a questo link potete leggere i primi capitoli di Malus e comprarlo.

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=992279

Purtroppo la lettura gratis finisce proprio quando il romanzo comincia ad essere originale e noi non ci siamo ancora, come potrete ben capire, non siamo stati noi a decidere, d’altrone noi siamo dei semplici personaggi e non i protagonisti… non siamo nè lo splendido Malus Principe della Notte, nè il temibile drago Penumbra, o la sfacciata ragazza Desirée.

Per chi ancora non lo conscesse alleghiamo una breve descrizione:

 

Il giovane drago Penumbra viene inviato come agente segreto nel Midgard con l’incarico di sottrarre agli uomini un’arma capace di distruggere Madre Natura.

 

Malus, il bellissimo Principe della Notte, entrato in possesso dell’arma è intenzionato ad usarla per fuggire dalla fortezza di Nachtfels in cui è rinchiuso ed invadere il Midgard con un esercito di creature delle tenebre.

 

In mezzo a tutto ciò viene a trovarsi Desirée, un’irriverente ragazza del nostro mondo con un passato da ballerina classica e punk, che insieme a dei sboccati e colorati mostriciattoli a ritmo di rap cerca d’affrontare la questione a modo suo.

 

Nei più oscuri meandri della fortezza di Nachtfels si nasconde, però, un’entità la cui malvagità è di tale portata da scombinare i piani del drago. Le tenebre non saranno più sicure nemmeno per il Principe della Notte.

 

Malus è un romanzo corale, insolito, a più livelli di lettura che combina insieme umorismo e dramma, dove Bene e Male si scontrano nel buio di un castello ai confini del mondo, in un duello senza esclusioni di colpi, giocandosi il tutto per tutto e come per incanto il Fantasy diventa ribellione.

Un abbraccio a tutti e buona lettura, fateci sapere cosa ne pensate ciao

Malus. I primi capitoli

11.jpgCiao a tutti i gentili viandanti che visitano il nostro blog.

Tra poco uscirà la nuova edizione di Malus molto rivista e aggiornata, per questo abbiamo deciso di ripubblicare i primi capitoli, che sono un po’ cambiati, anche perchè il nostro autore non sa stare con le mani ferme!

Ti cambia la vita e nemmeno te ne accorgi…

tenetevi forte tra poco arriviamo.

MALUS. L’inizio. Capitolo primo

Il racconto del giullare

 

Chi è costui, vi chiederete voi. Ecco, mi presento: sono un giullare e quanti mi conoscono, credo, siano pronti a giurare che sono pazzo. Folle, nel vano tentativo di sfidare la magia col solo ausi­lio dell’intelletto. Sognatore, perché credo nella grandezza dell’uomo. Male­detto, perché non affido le mie speranze a un raggio di Sole. Dannato, perché ho cercato di cancellare i colori dell’arcobaleno, lasciando solo il rosso del sangue. Il mio sangue sulle mie mani. Eppure, vi fu un tempo lontano in cui fui principe, figlio di grandi re, in se­guito impugnai la spada come bandito, ma le mie armi preferite furon e saranno le parole, messaggere della mia più intima essenza che è sempre stata un’anima di giullare.

Da questa collina verdeggiante vedo le foglie tremare al sottile respiro del vento e mi torna in mente soave il suono dei flauti, dei liuti, della mia amata arpa, spensierato sottofondo delle corti principesche, eppure ogni volta che vorrei d’abbandonarmi ai ricordi, irrompe il fragore scellerato dei campi di battaglia, lo sguardo spietato dei condottieri con i pugni insanguinati stretti sulle spade, ed è inutile negarlo, io ero tra loro.

 A quest’ora i fianchi della collina si tingono d’oro, e i tanti fiori che li ricoprono assumono tinte calde, madide di vita, sento il loro profumo abbracciarmi, quasi a volere diventare la mia linfa, ma non è che un’illusione… . Così, come se volessi rispondere ad un muto richiamo, ogni sera vengo a sedermi sotto questa quercia, rivolto a nord, col cuore proteso verso i confini settentrionali del nostro mondo, verso funesto Niflar, il Paese delle Nebbie, che divide la Terra degli Uomini, dei vivi, il Midgard, dal mondo dei morti, l’Hell. Guardo in lontananza sperando di potere vedere la bruma scivolare fina tra i boschi, venirmi incontro, cercando me, figlio del Paese delle Nebbie. Ballavo, cantavo, scherzavo, ma il mio cuore era dominato dalla nebbia, non c’era piacere umano che potesse dissolverla, allontanarla da me. Già perché all’epoca non volevo ammettere nemmeno questo: la mia natura elfica e non umana.

Alcune saghe evanescenti c’identificano con gli elfi neri, ma nelle notti d’inverno, quando la bruma arriva a sfiorare le cime scure degli abeti, il vento canta il nostro antico nome: eravamo i Nibelunghi, adesso siamo pochi errabondi senza terra e un passato che non è altro che una confusa leggenda nella stessa legenda.

Ed io, solitario principe di una stirpe maledetta, artefice della propria tragedia, detentrice di allettanti tesori che tante rovine generarono, cosa spero di potere intravedere nascosto dietro la nebbia? Un amore disperato, i miei crimini, la mia rabbia?

Forse vi sto raccontando questa storia, perché penso che sia giunto il momento di tornare indietro nella parte più buia del mio passato e confrontarmi con ciò che più temo: me stesso; riaprendo cicatrici che il tempo non può sigillare e il cuore non ha la forza di sfuggire. Sembrerebbe non avere senso, eppure solo così, forse, riuscirò a ritrovare la mia anima di giullare, persa nelle nebbie dell’odio, essa stessa tenue ombra, nebbia tra le nebbie.