Malus I. Lo scoccare delle ore. 6.

 

«È come ho detto inizialmente: tutti affanni e pene inutili, caratteristiche di una mente annoiata, poco istruita dominata da un’anima semplice».

«Santa pazienza! » esclamò Desirée strisciandosi indietro i capelli ancora ribelli a causa del non-taglio.

«Ma non era un mago vero? Questo spiegherebbe la sua imperfezio­ne, paragonato a me, s’intende». E soddisfatto riprese a scrivere sulla pergamena che aveva dinanzi.

Desirée corrugò la fronte, le era venuto un dubbio.

«Esattamente tu cosa sei? Dato che dici di essere il Principe della Notte, Signore delle tenebre sei un vampiro? » Malus alzò la testa di scatto orripilato, come aveva potuto venirle in mente una cosa del genere.

«Santa ignoranza! Come… », si riprese un attimo e scandì lentamente « Io non sono un vampiro», pensò al disgusto che avrebbe provato a dovere bere sangue di qualche plebeo umano con chissà quali malattie, puzzo e sporcizia addosso, peggio degli animali.

«Scusa, ma hai qualcosa di strano così pallido e allora ho pensato… non volevo offenderti, mi dispiace, scusa».

«Non pensate Signora, è meglio. Quel qualcosa di strano come lo definite voi, può essere dovuto al fatto che mia madre era Ilfhild principessa degli elfi del Gran Regno dei Tre Tulipani D’oro di Alfheimr. Scuse accettate». Per un attimo si chiese se doveva snocciolare tutta la genealogia di parte elfica come d’uso, ma preferì lasciare stare, non era molto orgoglioso del sangue elfico che gli scorreva nelle nobili vene, con sua sorpresa invece Desirée lo guardava a bocca aperta.

«Un mezz’elfo uhauu! Per questo sei così carino? Gli elfi sono molto carini, però non hai le orecchie a punta». Malus rimise seccato la lunga penna nel calamaio e precisò.

«Primo: sulla bellezza degli elfi avrei qualcosa da ridire, anzi molto, e non è solo una questione di gusto e grazie al cielo non ho le orecchie a punta, mi manca solo questo! Secondo: la parte migliore e più nobile è quella paterna», e non sopportando lo sguardo ammirato di Desirée, rincarò spiegando «In effetti, in tempi lontanissimi eravamo qualcosa di simile ai vampiri, solo molto più potenti. Noi a differenza di loro ci siamo liberati dalla morte, imparentandoci con i Wanen: l’antica stirpe di Dei, non dobbiamo bere il sangue altrui per vivere, abbiamo la nostra vita ed è molto lunga», adesso lei lo guardava con diffidenza, questa seconda parte inspiegabilmente sembrava piacerle poco, incurante dell’effetto che la sua spiegazione poteva avere avuto, prese la penna e dopo averla fatta sgocciolare riprese a scrivere.

«E…» s’informò piena di speranze Desirée «I miei antenati avevano sangue elfico? O di qualche altra creatura fiabesca?»

«No, solo dozzinale sangue umano e nemmeno nobile, plebeo». Detto ciò non le diede più retta, un conto era apprendere informazioni che avrebbero potuto essergli utili, un altro era darle.

Malus I. Lo scoccare delle ore. 6.ultima modifica: 2012-11-10T15:10:14+01:00da mostro-16
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