MAlus I. Lo scoccare delle ore, 4.

 

Il Principe della Notte, indossava un lungo abito di seta blu scuro trapunto con piccoli zaffiri, se­deva ad uno scrittoio po­sto quasi di rimpetto alla porta, vedendola entrare si alzò per salutarla.

«Buongiorno mia Signora. Spero abbiate dormito bene e vi siate ri­presa dallo spavento ».

«Sì, grazie» rispose Desirée chinando il capo timidamente. «Sono venuta per ringraziarti per quanto hai fatto per me ieri sera. Ti devo la vita…». Glaciale come al solito il Principe della Notte non rispose immediatamente, solo dopo un po’ disse.

«Non dovete ringraziarmi, sapete benissimo che non l’ho fatto per il vostro bene. Piuttosto sono io a dovervi chiedere umilmente perdono per non avervi accolto fin dall’inizio nel modo dovuto, esponendovi alla famelicità dei mostri. Il mio è stato un comportamento poco nobile che non trova giustificazione alcuna. Non potrei disprezzare i vostri an­tenati per avermi condannato prima ancora che nascessi, se io stesso agissi in modo simile nei vostri con­fronti».

«Io non ti avrei mai condannato, sei tanto carino», rispose lei con fare accentuatamente imbarazzato e civettuolo, guardandolo con grandi occhi chiari e sbattendo le lunghe ciglia, ma quest’ultima osservazione non piacque molto al Principe della Notte che, infastidito dai modi leziosi, si rimise a sedere contrariato, ripensando all’odio che lo aveva pervaso la notte prima. Sapeva che avrebbe dovuto allontanarla, ma la lunga solitudine aveva raggiunto un peso insopportabile. Faceva persino fatica ad articolare le parole, non avendo mai parlato ad alta voce con alcuno, l’unica cosa che aveva pronunciato erano formule magiche, e quando lei parlava troppo velocemente, aveva qualche difficoltà a capirla. Pur essendo un nemico, era qualcuno con cui parlare, non avrebbe ricevuto risposte scontate come dagli Alp; inoltre il pensiero che lo inquietava maggiormente era che una volta fuggito da Tenebricus avrebbe dovuto confrontarsi con altri regnanti e condottieri anche verbalmente, pertanto decise di intrattenersi con lei, tanto più che aveva letto che parlare con le donne è più difficile essendo prive di ogni logica e buon senso, quindi era un ottimo allenamento, così rispose secco.

«Di cosa parlavate con i mostri?» Domandò distrattamente tanto per fare conversazione.

«Di un antico dilemma», rispose con non curanza Desirée, intanto studiava le spalle di Malus, pensando “ Larghe, possenti, peccato che sia un po’ magro, ma gli dona, se ci fosse Sophie sarebbe una sfida fantastica” poi scotendosi dai suoi pensieri, aggiunse citando Amleto.

«Essere o non essere, questo è il problema».

«E perché? » domandò incuriosito Malus, smettendo di scrivere ed appoggiandosi allo schie­nale per poterla osservare più comodamente.

«Come sarebbe a dire, perché? »

«Sì, perché? Posso farvi notare mia Signora, che giacché siete viva, se ne può logicamente desumere che esistiate di già, quindi la vostra domanda è del tutto su­perflua». Quello era sicuramente un ottimo allenamento, ma gli venne un dubbio. «Non starete per caso insinuando, che non ho ben capito il senso della domanda? » Questo non gli piaceva.

«Esattamente», rispose Desirée sorridendo spavaldamente a Malus, il quale adesso la guardava con fin troppa attenzione, rispondendole altero.

«Signora, vi prego, questi sono dubbi che riguardino il comune volgo ed in quanto tali non mi tangono. Un intelletto veramente superiore è capace d’abbracciare col pensiero tutto il tempo e tutta la sostanza. Spero che questa risposta vi soddisfi maggiormente, perché non ho alcuna intenzione di dilungarmi in ulteriori e superflui deliri mentali». Aveva passato secoli a leggere i classici del pensiero delle migliori menti dei nove mondi, pertanto non gli mancavano certo le armi intellettuali per sconfiggere una ragazza proveniente da un mondo superficiale e vuoto, che infatti gli aveva già messo il broncio borbottando.

«Oltre ad essere maligno, sei anche associale». La ragazza era imprevedibile.

 

MAlus I. Lo scoccare delle ore, 4.ultima modifica: 2012-10-15T22:45:10+02:00da mostro-16
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