Malus I. Lo scoccare delle ore, 2.

«Zitto deficiente! Non m’interrompere. La nostra pericolosità è co­stituita nel caso specifico dal fatto che ci nutriamo di carne umana», e voltandosi fissò significativamente Desirée con la bava verdognola che gli colava dalla bocca, senza sortire l’effetto desiderato, perché lei invece gli domandò un po’ perplessa.

«Ma se io sono la prima persona ad avere messo piede in questo ca­stello, come fate a mangiare, è per questo che siete così ma­gri? »

«Bimba impertinente!»

«Che cosa c’entra questo!» Imprecò il mostro, non sapendo però come rispondere, preferì continuare la spiegazione «Abbiamo ben tre file d’affilatissimi denti, tra i quali meritano particolare men­zione i lunghi canini, che possono raggiungere la lunghezza di ben dieci centimetri, una potenza mandibolare che ci permette di recidere anche l’acciaio. I nostri artigli sono più taglienti dei rasoi e più velenosi di un morso di vipera, basta un taglietto per morire avvelenati, lo stesso vale per gli aculei della coda».

«Certo se non vi lavate mai, c’è di che prendersi qualche brutta infe­zione», commentò Desirée varcando la soglia della torre ed entrando in una delle tante grandi sale.

«Tu bella bimba non ci prendi sul serio e sbagli», la minacciarono.

«Bimba molto impertinente»

«Senti bella, tu al nostro cospetto dovresti tremare di paura»

«Ma io sto tremando di paura»

«Non si direbbe proprio» disse il più anziano scrutandola attentamente, alla ricerca di qualche traccia di paura.

«Ieri sono stata anche così gentile da scappare da voi»

«E perché oggi non lo fai?» stavano diventantdo sospettosi.

«Perché ho adosso il più bel vestito che abbia mai avuto e non mi va di sgualcirlo»

«Il terrore non è una gentilezza!» sbraitò qualcuno, mentre qualcun altro aggiungeva.

«Dovrebbe essere naturale»

«Di naturale c’è che ci sta prendendo è per il culo».

«Quante storie! E comunque queste sono le vostre caratteristiche somatiche, non è l’etica», li corresse imperturbata Desirée.

La guardarono un attimo interdetti, e, dopo avere sferrato un paio di calci all’interprete colpevole di avere sbagliato argo­mento, continuarono a spiegarle «Ecco noi facciamo tutte le cose più cattive che si possano immaginare, non facciamo niente di buono per gli altri, piutto­sto ci facciamo ammazzare».

«Ed è bello fare i cattivi? »

«Che domande, certo! ». Desirée sorrise nuovamen­te non riusciva a trattenersi.

«Come fate a saperlo, se non avete fatto niente di buono, o almeno senza esservi resi conto di farlo. Adesso ad esempio, mi state gentilmente accompagnando dal vostro padrone tutti insieme, come si conviene a dei bravi e gra­ziosi esserini, è molto premuroso da parte vostra. Grazie.» A quelle parole presero a contorcersi dal disgusto, ci fu addirittura chi si rotolò per terra, qualcuno vomitò o almeno così sembrò, poteva anche essere solo bava quello che sputavano, perché la salivazione era decisamente aumentata a sentire i complimenti di Desirèe.

«Senti un po’ Bimba, chiamaci un’altra volta carini, graziosi o qualcos’altro e finisci male ».

«Quindi per voi questo sarebbe un insulto? »

«Certo! »

«Anzi un oltraggio! »

«Allora se vi dicessi che siete delle putride carogne, o degli idioti con la marmellata al posto del cervello, voi sareste contenti? »

«Marmellata buona».

«Sì, certo » annuirono alcuni saltando contenti, ma uno di loro li fermò.

«No, aspettate ragazzi in questo ragionamento, c’è qual­cosa che non quadra», ne seguì un sommesso bisbigliare interrotto di tanto in tanto da qualche irripetibile imprecazione. Infine uno di loro leggermente più ma­gro e incurvato, che dava l’im­pressione d’essere anche più anziano, precisò.

«Bisogna distinguere tra l’essere e l’intento, quindi ne consegue che noi siamo perfetti e bellissimi, ma con pessime intenzioni nei confronti d’ogni essere vivente, in particolar modo gli uomini e le bambine saputelle». Gli altri annuirono contenti per la soluzione raggiunta, Desirée invece sospirò annoiata.

«Ad esempio? » A questa domanda i mostriciattoli si guardarono in faccia senza sapere rispondere, poi uno di loro sembrò avere un’idea.

Malus I. Lo scoccare delle ore, 2.ultima modifica: 2012-06-24T15:47:50+02:00da mostro-16
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