Malus I. Tenebricus, 4.

 

«Senza offesa, ma la vostra vista mi è esecrabile», concluse il Principe, con un gesto della mano ordinò ai guerrieri ombra di condurla via.

«Ma vedi d’andare a farti f…» stava per ribattere, ma le guardie l’avevano già afferrata per un braccio e la stavano trascinando via, dandole solo il tempo di gridare.

«Bastardo dentro e fuori!  Figlio di…», la porta si chiuse alle loro spalle.

Più che spaventata, era avvilita, aveva capito di trovarsi in pericolo, pur non comprendendo bene quanto, cercava freneticamente una soluzione, un qualcosa che potesse aiutata a sfuggire da quella situazione decisamente pazzesca, doveva pensare con calma.

Avevano lasciato la stanza del mago e si accingevano a scendere una larga scala a chiocciola. Desirée camminava piano trascinando riluttante i piedi, ma era sveglia come non mai, attese che il guerriero ombra che la prece­deva scendesse i primi gradini, e gli fece lo sgambetto al piede che stava sollevando facendogli perdere l’equilibrio. Sgusciò via, sfuggendo alla guardia che le stava dietro, che colta di sorpresa non era riuscita a reagire prontamente. Riattraversò di corsa il vano circolare, che avevano appena passato, scomparendo in un corridoio adiacente, non aveva pensato di potere essere tanto veloce.

La sua velocità aumentò considerevolmente quando, voltatasi, si rese conto di non essere inseguita solo dai guerrieri ombra, ma anche da piccoli e orripilanti mostriciattoli color cadavere con lunghe zanne giallastre.

Il corridoio sboccava in un’elegante scalinata, che portava in un’ampia sala debolmente illuminata, le sembrò una promettente via di fuga, ma proprio in quell’istante una figura alta con un largo capello, che sembrava non avere volto ma mille, le volteggiò davanti, parve sfiorarle la gola con la punta delle dita e scomparire nuovamente nell’oscurità delle pareti dalle quali era uscita, sussurrando lasciva «Bella». Era raggelante, per un attimo Desirée si sentì girare la testa, soffocare, cadde preda del panico e cominciò a correre come in un disperato incubo verso la pallida luce che intravedeva alla fine del corridoio. Raggiunse la scala, la scese, giunta, però a metà rampa, si accorse che gli insegui­tori si erano fermati, voltatasi un attimo indietro, ne capì subito il motivo, come nei peggiori incubi la scala su cui si trovava prese a sgretolarsi progressivamente, sprofondando in una voragi­ne sottostante da dove le gridava contro senza voce l’inquietante creatura di poco prima. Dopo il primo istante di sconcerto, Desirée saltò sulla ba­lau­stra e, come aveva fatto tante volte da bambina, scivolò giù lungo il corrimano. Una volta sotto, però, non seppe trattenersi dal fare un gesto poco gentile, ma molto esplicativo, all’indirizzo dei suoi inseguitori.

«Tiè! Brutti schifosi», e scappò via, lungo l’ennesimo corridoio senza sapere dove stesse correndo. Dopo un po’ si fermò e si guardò intorno cercando di capire quale fosse la migliore via di fuga, scelta difficile dato che non sapeva da che parte sareb­bero giunti i prossimi guerrieri ombra, poiché quelli che aveva appena seminato non erano certa­mente gli unici, ancora più inquietante era la creatura che usciva dal buio.

 

Malus I. Tenebricus, 4.ultima modifica: 2012-04-23T21:11:42+02:00da mostro-16
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