Malus I. Segreti in cantina 16

 

«Purtroppo Sophie, Gaby ha tradotto solo le prime sei righe, forse siamo state un tantino precipitose a venire subito a vedere».

«Pensa, se ci fosse un tesoro e qualcuno arrivasse prima di noi», aggiunse Sophie.

«Dato che l’ultima volta è stato abbandonato voluta­mente e con tutta calma, non penso che abbiano lasciato qual­cosa di prezioso»  Osservò Gaby oltrepassando i resti del portale e inoltrandosi cautamente all’in­terno, seguendo Falstaff che sembrava avere intuito la loro meta e correva avanti.

«Perché ti avventuri là dentro, se non sai nemmeno cosa stai cercando? » le gridò dietro Sophie.

«Il testo fa evidentemente riferimento a qualcosa di germanico o celtico sicuramente non cristiano, tipo gli occhi rossi che abbiamo visto, quindi essendo abitudine della Chiesa dei primi secoli erigere chiese in luo­ghi sacri alle di­vinità pagane, allo scopo di sostituire nella memoria popolare un culto pagano con uno cristiano e per esorcizzare il potere malefico delle divinità con la presenza santa della chiesa, dobbiamo cercare questo qualcosa nel posto più sacro dell’edifi­cio.  Semplice! », urlò Gaby alle altre due che erano rimaste indietro e alle quali quel ragionamento non sembrava poi tanto semplice.

Incespicando tra le macerie e facendosi largo tra i rovi raggiunsero in­fine la zona absidale, della quale rimaneva solo la parete di fondo, che s’innalzava dietro un consistente ammasso di macerie.

«Fantastico, adesso che ci siamo, che ci aspettiamo di tro­vare», commentò pensierosa Sophie guardando perplessa la distesa di macerie che aveva dinanzi e che le sembrava quanto di più insignificante potesse esserci.

«No, ma qualche indizio forse», rispose Gaby guardandosi intorno, senza sapere che fare o da dove cominciare.

«Doveva essere molto bella una volta» considerò Desirée illu­minando con la torcia quanto restava delle alte finestre dell’abside. Intanto si stava alzando un vento fresco che muovendo rovi e arbusti conferiva al luogo sembianze sinistre. Desirée corrugò la fronte e sembrò annusare l’aria, si guardò intorno illuminando i ruderi e dopo poco esclamò.

«Guardate! Quella fessura potrebbe dare accesso alla cripta».

In basso alla loro destra, in effetti, si apriva una fessura parzialmente ostruita dai resti di un pilastro caduto, sembrava essere stata messa in vista da un re­cente crollo, era larga appena quanto bastava per permettere il passaggio di una persona.

 

Malus I. Segreti in cantina 16ultima modifica: 2012-03-21T20:54:23+01:00da mostro-16
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