Malus I. Segreti in cantina 14

«L’umidità te li sta incurvando in modo strano» disse Gaby osservandoli da vicino.

«Sì, lo so tra poco avrò l’aspetto di un cartone animato giapponese» piagnucolò lamentosa Desirée e per distrarre le amiche dalla sua capigliatura ribelle, incitò Gaby a raccontare delle sue scoperte.

«Fu fondato intorno al nono – decimo secolo, pare su resti di un santuario pagano, come sapete in queste zone, il paganesimo sopravvisse a lungo …».

«Finora l’unica cosa eccezionale è il sottomarino in cantina», forse Sophie aveva preso male la questione della cantina.

«Fu saccheggiato e tutti i monaci trucidati dai Nor­manni».

«Sì, ma non bisogna prendersela personalmente, quelli massacravano tutti indistintamente, erano fatti così non c’era cattiveria», commentò Desirée sostenuta da Sophie che aggiunse.

«Non mi toccate i Normanni! Se non avessero invaso queste zone, probabilmente, non sarei stata così alta e bion­da, ma sarei stata … » Stava per dire celta e bassa, ma guardò Gaby e preferì non proseguire per la propria incolumità, intanto Desirée stava ridendo di gusto, sapendo che osservazioni così pro­fane mandavano in bestia la piccola furia rossa sinceramente legata alle proprie ideologie progressiste.

«Che egoismo, solo perché tu mille anni dopo…».

«Dai, continua», la interruppe Desirée, onde evitare un altro battibecco. Gaby sbuffò seccata e proseguì col racconto.

«Tra saccheggi ed incendi di varia origine è stato di­strutto tanto spesso che nel quattordicesimo secolo è stato abbandonato definitivamen­te. Eccolo! », esclamò indicando oltre gli alberi del bosco, una massa scura dai contorni irregolari che si stagliava contro il cielo grigio tenuemente illuminato dalla pallida notte. Tutt’intorno c’era un desolato piano erboso, spazzato dal vento che giungeva fin lì dal vicino mare.

«Non finisce qui, tutti quelli che da allora hanno com­prato il terreno sono finiti male».

«E lo credo, bisogna essere fessi a comprarsi una landa desertica come questa, che reddito potrà mai avere, che cosa può produrre? Guarda un po’ che terra, c’è da stupirsi che ri­e­sca a crescere l’erba. » Disse So­phie dando un calcio a una zolla sassosa.

«Voi state cercando di farmi credere d’essere l’unica ad avere paura, ma la verità è che voi non avete nemmeno il coraggio di ammetter­lo, invece, quando siete sole, la sera guardate sotto il letto per paura che vi sia un mostro».

«Io non ho mai negato di guardare sotto il letto … e saltuariamente in qualche altro posto, dipende», ammise Sophie, ma Desirée la schernì con una sonora risata, ag­giungendo con aria superiore.

«A me non verrebbe mai in mente di guardare sotto il letto».

«Per forza: ci sono i cassetti! Non c’è posto nem­meno per un mostro nano.». Intervenne Gaby ridendo, mentre Sophie coglieva l’occasione per chiedere.

«Desirée, ma a casa tua, ai tempi in cui era ancora una locanda, non è stato commesso uno di quei delitti famosi? Non avete i fantasmi?».

Malus I. Segreti in cantina 14ultima modifica: 2012-03-11T21:48:00+01:00da mostro-16
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