Malus I. La Vecchia Osteria 7.

«Mi ha dato della cafona ».

«Ordinaria, ti ha definito, e non per seminare zizzania ma continua a dirlo. ».

«Ma la storia motorino ha a che fare con lei? » s’informò Sophie.

«Sì, sai » Gaby s’interruppe un attimo per schiarirsi la voce e nascondere la vergogna che quel ricordo le provocava « a scuola c’erano diverse tipe che facevano capo a Ester e si riunivano i gruppetti molto chiusi, vincenti, sembrava che sapessero fare tutto loro. Io all’epoca ero molto affascinata dalla sua combriccola e le chiesi di diventare amiche » Sophie alzò le spalle a significare che la cosa sembrava perfettamente normale, ma Desirée le fece cenno di attendere la fine del racconto, e, infatti « Mi dissero che per diventare dei loro dovevo perdere almeno cinque chili e vestire firmato caso mai potessi permettermelo » Sophie strabuzzò gli occhi, tra le tre era lei la più formosa e bisognosa di perdere chili, volendo, ma Gaby era uno scricciolo.

«A quel punto sono rinsavita, mi sono resa conto che stavo tradendo i nobili ideali dei miei padri… »

«Il comunismo, partigiani » s’intromise Desirée per chiarire la situazione a Sophie.

«E questo solo per diventare amica di quattro stronzette snob vestite da puttanelle ed essere accettata dai loro amichetti celebrolesi », concluse Gaby.

«Che vi credete che si diventa stronzi da un giorno all’altro, c’è chi comincia da piccolo, quelle erano prove generali per futura discriminazione sociale »s’intromise nuovamente Desirée continuando a scrivere al suo pc.

«E allora che hai fatto? » Chiese sinceramente colpita Sophie.

«Le ho dato fuoco al motorino, o meglio ci stavo provando, perché non è così facile come potrebbe sembrare, quando è arrivata lei e mi ha aiutata. Un botto fantastico ».

«I giochetti col fuoco mi sono sempre riusciti molto bene, peccati di gioventù, era prima di diventare tranquilla » commentò orgogliosa Desirée e con un’alzata di spalle aggiunse « D’altronde mio nonno era riuscito ad incendiare l’Atlantico », Gaby la fulminò con lo sguardo e diede di nascosto un calcio alla sedia spingendola a riprendere a scrivere mortificata al suo pc, cambiò prontamente argomento dicendo.

«Non sai come ti invidio Sophie, tu come figlia di un banchiere non avrai avuto di questi problemi ».

«Fesserie, sono cose che succedono a tutti » intervenne nuovamente Desirée, alla quale lo strisciante classismo dell’amica dava fastidio, era la stessa cosa del razzismo: non era bello.

«Altroché » confermò Sophie « Tu pensa che per liberami delle cattiverie di una stronza del genere, ho dovuto fare andare in bancarotta con delle appropriate soffiate il padre, altrimenti mi avrebbe avvelenato la vita, così si sono dovuti trasferire altrove e ho potuto respirare ». Gaby era rimata a bocca aperta, non avrebbe mai pensato che quel genere di tormento esistesse anche nelle scuole dorate dell’alta borghesia, intanto Desirée commentava.

«Comunque io per quella bravata del motorino ho avuto dei problemi con i miei amici, perché le fiamme hanno annerito il super graffito sul muro del motorino, e loro non lo avevano ancora fotografato. Anche quelli erano mezzi scemi, che aspettavano a fotografarlo? »

Malus I. La Vecchia Osteria 7.ultima modifica: 2011-11-16T21:25:38+01:00da mostro-16
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