20/05/2012

Malus I. Tenebricus, 8.

 

«Perdonatemi, ho dimenticato che i vostri abiti sono completa­mente bagnati. Vi aiuto a cambiarvi. »

 

Istintivamente Desirée si strinse addosso i vestiti, provo­cando una ri­satina divertita del Principe della Notte.

«Io non sono un comune mortale, non ho biso­gno di usare le mani per compiere un’azione talmente ordinaria», schioccò le dita e Desirée si trovò improvvisamente indosso un abito di raso grigio dai bordi ricamati d’argento, foderato di morbidissima pelliccia della stes­sa to­nalità.

Incredula Desirée richiuse gli occhi, notando che la testa le girava ancora un po’, quando li riaprì indossava ancora lo stesso stupendo vestito, non era stata un’illusione. Di­nanzi al letto sostava un’ombra recante un vassoio con una be­vanda fumante.

«Vi prego di berla, mia Signora, vi farà stare meglio, non cela in sé alcun inganno», la rassicurò il Principe della Notte cercando di sembrare cordiale, pur non fidandosi troppo, senza fare altre obiezioni Desirée accettò di bere, sentendosi immediatamente più in forze.

«Come hai fatto? » domandò, sedendosi stancamente sul letto in modo da potersi vedere meglio. Il Principe della Notte studiava or­goglioso la propria opera, continuando a massaggiarsi la spalla.

«Erano di vostro gradimento i mostri? Sono opera mia, mentre gli uomini ombra, sono il mio popolo, come pure gli Alp e gli altri esseri che si aggirano per il castello», Desirée si voltò verso di lui stupita.

«Quello che usciva dal muro era un Alp, un incubo-vampiro? Abbastanza insignificante me li immaginavo peggio, molto peggio».

«Il loro aspetto è irrilevante, perché il peggio, come lo chiamate voi, lo provocano nella vostra immaginazione, si può morire di paura, impazzire per un incubo, non riuscire più a distinguere tra realtà e sogno, o meglio follia; vi succhiano la vita e quanto di gradevole possa esserci in questa, e per quanto riguarda i mostri? »

«Repellenti, però da un punto di vista stretta­mente tecnico lasciano a desiderare: sono alquanto banali.» Il Principe della Notte alzò le spalle incurante della critica.

«Comunque spero che almeno l’abito sia di vostro gradimento, altrimenti posso variare».

«Si può anche scegliere?» Domandò Desirée guardan­dolo stupita con gra

ndi, innocenti occhi chiari.

Il principe sorrise soddisfatto, la ragazza non aveva proprio idea della portata delle sue arti magiche e volle impressionarla.

«Desiderate qualcosa di diverso? Vi premetto, che la mia magia non conosce limiti, è in grado di realizzare qualsiasi sogno la mente umana sia in grado di immaginare.»

Desirée lo guardava sospettosa, temendo che si stesse prendendo gioco di lei, non aveva ancora capito d’essere la prima persona alla quale il Princi­pe della Notte poteva mostrare le proprie capacità, però il sorriso del principe le fece dimenticare ogni timore.

 

26/04/2012

Malus I. Tenebricus,5

ECCOCI!!! FINALMENTE SIAMO ARRIVATI!

 

«Adesso ho bisogno di un posto, dove potere pensare con calma» si guardò attorno.

Uno schianto la fece trasalire, un’imposta sbatteva poco distante. Senza riflettere a lungo raggiunse la finestra più vi­cina, si affacciò, sotto si vedeva solo il mare, s’issò sul davanzale e come previsto poco più in basso scorreva un corni­cione, che seguiva il percorso delle mura fino a piegare verso l'esterno per girare intorno ad una torre. Si calò sul cornicione, lo seguì fino al punto più lontano dalle finestre, da dove avrebbero potuto scorgerla gli inseguitori.

Il cornicione era abbastanza largo da permetterle di se­dersi comoda­mente, guardò impaurita verso il basso dove in profon­dità s’infrangeva il mare. Il fragore delle onde si perdeva assorbito dall’impressionante altezza, la spuma dei cavalloni era ridotta a un tenue luccichio, era abituata alla scogliera, ma questo era più impressionante.

«Non avrei mai pensato di ridurmi alla classica cretina che scappa per il castello inseguita dai mostri. Nella vita ce n’è sempre una nuova», constatò una volta seduta, cercando di riprendere fiato. Temendo di cadere, per sicurezza si appoggiò alla parete e alzò gli occhi al cielo, che le appariva sede d’irraggiun­gibile serenità, inaccessibile agli uomini e intat­to nella sua purezza, lontano dal Male ma in quel momento di sconforto anche dal Bene. Un rumore la richiamò alla realtà, si voltò, un piccolo mostro rivoltante dalla pelle grigia e grinzosa si era arrampi­cato sul cornicione e si stava avvicinando strisciando a quattro zampe.

«Mancavano soltanto i Greemlins, pussa via! »

«Non sono quello che hai detto».

«Un Goblin? » azzardò Desirée, dato che si trovava in un mondo fantastico, quello schifo di creatura doveva pure avere un nome.

«Nemmeno quello. Io ti mangio», le rispose il mostro, muovendo nervo­samente la lunga coda da ratto cosparsa di lunghi acu­lei. La guardava con piccoli occhi gialli da rettile, dalle fauci aperte colava una lunga scia di bava verdastra e fuoriusciva un odore nauseante. Desirée si alzò sostenendosi alla parete, diede una rapida occhiata al cielo cercando qualcosa che non riuscì a vedere.

 

 

23/04/2012

Malus I. Tenebricus, 4.

 

«Senza offesa, ma la vostra vista mi è esecrabile», concluse il Principe, con un gesto della mano ordinò ai guerrieri ombra di condurla via.

«Ma vedi d’andare a farti f…» stava per ribattere, ma le guardie l’avevano già afferrata per un braccio e la stavano trascinando via, dandole solo il tempo di gridare.

«Bastardo dentro e fuori!  Figlio di…», la porta si chiuse alle loro spalle.

Più che spaventata, era avvilita, aveva capito di trovarsi in pericolo, pur non comprendendo bene quanto, cercava freneticamente una soluzione, un qualcosa che potesse aiutata a sfuggire da quella situazione decisamente pazzesca, doveva pensare con calma.

Avevano lasciato la stanza del mago e si accingevano a scendere una larga scala a chiocciola. Desirée camminava piano trascinando riluttante i piedi, ma era sveglia come non mai, attese che il guerriero ombra che la prece­deva scendesse i primi gradini, e gli fece lo sgambetto al piede che stava sollevando facendogli perdere l’equilibrio. Sgusciò via, sfuggendo alla guardia che le stava dietro, che colta di sorpresa non era riuscita a reagire prontamente. Riattraversò di corsa il vano circolare, che avevano appena passato, scomparendo in un corridoio adiacente, non aveva pensato di potere essere tanto veloce.

La sua velocità aumentò considerevolmente quando, voltatasi, si rese conto di non essere inseguita solo dai guerrieri ombra, ma anche da piccoli e orripilanti mostriciattoli color cadavere con lunghe zanne giallastre.

Il corridoio sboccava in un’elegante scalinata, che portava in un’ampia sala debolmente illuminata, le sembrò una promettente via di fuga, ma proprio in quell’istante una figura alta con un largo capello, che sembrava non avere volto ma mille, le volteggiò davanti, parve sfiorarle la gola con la punta delle dita e scomparire nuovamente nell’oscurità delle pareti dalle quali era uscita, sussurrando lasciva «Bella». Era raggelante, per un attimo Desirée si sentì girare la testa, soffocare, cadde preda del panico e cominciò a correre come in un disperato incubo verso la pallida luce che intravedeva alla fine del corridoio. Raggiunse la scala, la scese, giunta, però a metà rampa, si accorse che gli insegui­tori si erano fermati, voltatasi un attimo indietro, ne capì subito il motivo, come nei peggiori incubi la scala su cui si trovava prese a sgretolarsi progressivamente, sprofondando in una voragi­ne sottostante da dove le gridava contro senza voce l’inquietante creatura di poco prima. Dopo il primo istante di sconcerto, Desirée saltò sulla ba­lau­stra e, come aveva fatto tante volte da bambina, scivolò giù lungo il corrimano. Una volta sotto, però, non seppe trattenersi dal fare un gesto poco gentile, ma molto esplicativo, all’indirizzo dei suoi inseguitori.

«Tiè! Brutti schifosi», e scappò via, lungo l’ennesimo corridoio senza sapere dove stesse correndo. Dopo un po’ si fermò e si guardò intorno cercando di capire quale fosse la migliore via di fuga, scelta difficile dato che non sapeva da che parte sareb­bero giunti i prossimi guerrieri ombra, poiché quelli che aveva appena seminato non erano certa­mente gli unici, ancora più inquietante era la creatura che usciva dal buio.

 

15/04/2012

Malus I. Tenebricus, 3.

 

« La sacra spada assorbiva al suo interno la luce abbagliante, quale può esserlo unicamente il bagliore dello Jõtunheimr circondato dal deserto di ghiaccio. Riassumeva in sé la genialità dei suoi costruttori istruiti alla segreta magia dei giganti delle Terre di Ghiaccio, donava l’invincibilità a chi la possedeva.» Desirée con la mano gli fece cenno di stringere, il Principe della Notte finse di non vedere e proseguì « Fu con questa spada che i miei antenati furono sconfitti, poiché nessun maleficio o magia poteva tenerle testa. Sfortuna nostra volle che il Mago dello Jõtunheimr fosse molto accorto, di conseguenza intuì che un potere talmente grande avrebbe finito col corrompere persino gli animi più retti, che avrebbero rischiato di servire, loro malgrado, le stesse forze che egli aveva sconfitto. Così dopo la vittoria distrusse la spada, disseminandone i pezzi in tutti i mondi a lui conosciuti, scomparendo egli stesso. La­sciando questo mondo portò con sé un componente di vitale impor­tanza, ed è stato proprio quel frammento che io ho seguito per di rintracciarvi e che voi portavate al collo quando siete giunta qua ».

« Un anello per unirli, un anello per ghermirli… corsi e ricorsi storici. Mi sembra di capire che in quest’arco di tempo voi abbiate ritro­vato e ricomposto tutti i pezzi ».

«Supposizione corretta, con quella spada sarò in grado di riprendermi quanto un tempo fu dei miei antenati, e vendicare una condanna emessa diecimila anni prima che nascessi. Esattamente tra cinque giorni, quando in cielo risplenderà la costel­lazione che riluceva al momento in cui fu forgiata, i frammenti della spada si riuniranno l’un l’altro tenuti insieme dal sangue dell’ultimo dei Rankarth, inutile rilevare che si tratta del vostro, e quando que­sto scorrerà a Tenebricus, anche la maledizione imposta dal più potente di voi si estingue­rà insieme alla vostra stirpe. Come potete ben vedere Signora, prendo due pic­cioni con una fa­va».

«Non per sminuire il tuo entusiasmo da fanatico di bassa leva, ma tutto quello che hai detto è semplicemente insensato, pertanto temo che avrai un’amara delusione, se non altro perché tutte le storielle di questo genere terminano sempre con la vittoria dell’eroe buono e la morte del principe cattivo, e questo senza eccezioni. Inutile dire chi sia qui il cattivo».

«Potrà sembrarvi poco plausibile, ma è la realtà. Desidero inoltre cogliere l’occasione per rammentarvi che, purtroppo per voi, la realtà ha poco a che vedere con le fiabe a lieto fine, forse è per questo che spesso si dice che è amara. Vi tocca bere un calice mio amaro Signora».

Desirée lo guardava perplessa.

«Perdonatemi, dimenticavo un’ultima inezia: è inutile che tentiate di fuggire e lasciare il castello, se non ci sono riuscito io con i miei straordinari poteri, non penso possiate esserne capace voi, per cui mi auguro che non creiate ulteriori seccature. Buonanotte».

«Perché ti do pure fastidio? E ma ci vuole faccia tosta…».

 

13:54 Scritto da: mostro-16 in Fantasy, letteratura, libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: letteratura, romanzo, libro, fantasy, tenebricus, malus, jotunheimr, terra di mezzo | OKNOtizie | | |  Facebook | |  Stampa |