27/10/2011
Malus I. La Vecchia Osteria 2.
Era una romantica dimora d’altri tempi, si distingueva dalle circostanti villette di nuova costruzione per le forme irregolari marcate dai massicci blocchi di pietra dei muri e dal pesante tetto di paglia, i tanti fiori sui davanzali e nel giardino antistante le conferivano un’aria allegra. Gli infissi erano stati verniciati di blu accesso, quasi a volere imporre un tono di modernità al vecchio edificio per mantenerne l’estetica al passo con i tempi. Accanto al cancelletto d’entrata, seminascosta da grossi cespugli di rododendro in fiore, era stata fissata la vecchia insegna di una locanda sulla quale si riconosceva a malapena un vecchio veliero sbiadito e un invitante boccale di birra, in passato aveva invitato i passanti ad entrare nella locanda, ora era stata declassata a qualcosa di simile ad un nano da giardino.
Dalla macchina scese un’elegante ragazza con indosso un attillato tailleur azzurro sgargiante che evidenziava più del dovuto il fisico prorompente. I riccioli biondi, illuminati dai raggi del sole ancora freddi, risplendettero un attimo prima di scomparire all’interno dell’abitazione, dove entrò senza bussare.
« Buongiorno Sophie! Desirée è di sopra », la salutò al suo arrivo una voce calma e posata che sembrava provenire dal lato opposto della casa.
La ragazza si fermò sorpresa nell’ampio vano, che in passato era stato una locanda e oltre al vecchio bancone ne conservava ancora il caratteristico fascino, tentò di capire dove fosse la padrona di casa e come avesse fatto a vederla, poi però, senza dare ulteriore peso alla questione, si limitò a rispondere al saluto e salì in fretta i ripidi gradini che portavano al piano superiore dove risuonavano le note graffianti di Purple rain di Prince.
Giunta a metà corridoio, aprì una massiccia porta cigolante e d’un tratto l’intero scenario intriso di rassicurante romanticismo scomparve, nascosto da un imponente schieramento di computers disposti su una lunga scrivania che prendeva tutta la larghezza delle finestre a piccoli riquadri che si affacciavano sulla valle sottostante. Da quella posizione non si vedevano i tetti delle moderne villette, lo sguardo poteva spaziare libero sui boschi antistanti, mostrando un panorama che non doveva essere cambiato molto negli ultimi secoli.
21:47 Scritto da: mostro-16 in blog life, Fantasy, letteratura, libri e fumetti | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: osteria, libro, romanzo.letteratura, narrativa, fantasy, fantastico, normandia | OKNOtizie |
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Commenti
Ciao e complimenti per i post davvero interessanti. Poichè mi piace molto quello che scrivi desidero chiederti se ti va di iscriverti al ring http://ilcircolodellearti.myblog.it . Mi farebbe davvero molto piacere. A presto!
Scritto da: arteletteratura | 28/10/2011
Rispondi a questo commentoGrazie per l'invito e gli apprezzamenti, non mancheremo. bacione
Scritto da: Mostriciattoli | 28/10/2011
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