30/09/2011

Malus I. Il messaggio 1.

Fu proprio il vecchio Gilduin, il primo a comprendere che stava per accadere qualcosa di grave. All’epoca era il custode del santuario delle Quattro Querce il sacro cuore pulsante del nostro mondo.
Il tempio delle Quattro Querce non fu eretto da mano umana, almeno è ciò che ci piace credere. Fu un prodigio della natura stessa che fece nascere queste imponenti quattro querce ai bordi della collina in corrispondenza con i punti cardinali, creando in tal modo un luogo sacro di rara bellezza. L’Antico Popolo che abitava queste terre prima di noi veniva qua per adorare le quattro querce come divinità, le figle di Yggdrasill che regge i nove mondi, asse del nostro universo, non escludono però che questo luogo possa essere ancora più antico, alcuni dicono risalga al tempo dei costruttori dei cerchi di pietre, altri ancora agli stessi Wanen. Le querce sacre ormai sono le uniche custodi della verità.
In questo santuario è come se tutti gli esseri vegetali avessero un’anima che reagisce agli avvenimenti del mondo degli uomini, cambiando di colore, di specie vegetale e d’intensità secondo ciò che turba o allieta la nostra grande Madre, perciò quello che altrove sono le stagioni, qui sono le vicende del mondo, le sue gioie e i suoi dolori.
La carica di custode è di grande prestigio, di conseguenza implica gravi responsabilità e tanta solitudine, ma è molto ambita dai venerandi saggi perché ricoprirla, significa essere a diretto contatto con la Madre Terra e i suoi più intimi segreti.
Un ruolo nel quale si sono succeduti nei secoli alcuni tra i più illustri druidi, molto arduo da ottenere poiché elettivo e non sono gli uomini a scegliere, bensì il santuario stesso ricoprendosi di gigli bianchi quando il prescelto lo calpesta, quindi per gli ambiziosi è perfettamente inutile affannarsi per ottenerlo, gli è irraggiungibile, ma il vecchio Gilduin non era mai stato ambizioso, era un puro di cuore ed amava sinceramente il santuario.

Seduto davanti alla casa del custode seminascosta tra le gigantesche radici della quercia Sud, il saggio Gilduin fumava tranquillamente la sua lunga pipa e si godeva la mattinata guardando da lontano i contadini recarsi alla fiera lungo il sentiero che si snoda fiancheggiando il fiume in fondo alla valle.

21:48 Scritto da: mostro-16 in Fantasy, libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fantasy, libri, letteratura, terra di mezzo, mago, demone, santuario, druido | OKNOtizie | | |  Facebook | |  Stampa |

28/09/2011

Fantasy / Malus,1. Il racconto del giullare, 2.

 

Io, solitario principe di una stirpe maledetta che fu artefice della propria tragedia, detentrice d’allettanti tesori che altrettante rovine causarono, cosa mi aspetto riuscire a scorgere nascosto dietro nebbia? Perché bramo ciò che torna portando con sé lo strazio di ricordi incancellabili?

Forse non è solo il dolore che la bruma reca silente nel crepuscolo, forse vi sto raccontando questa storia, perché penso che sia giunto il momento di tornareindietro nella parte più buia del mio passato e confrontarmi con ciò che più temo: me stesso, riaprendo cicatrici che il tempo non può sigillare e la mente non ha la forza di sfuggire, sembrerebbe non avere senso, eppure solo così, forse, riuscirò finalmente a ritrovare la mia anima di giullare persa nelle nebbie dell’odio, essa stessa tenue ombra, nebbia tra le nebbie.

 

Tempo addietro un vecchio druido e caro amico di nome Gilduin, ripensando a quanto era accaduto, paragonò la nostra storia ad un’antica leggen­da che narrava di due principi, che per via delle loro eccezionali gesta ricevettero dagli Dei l’immenso dono di potere esprimere un desiderio, entrambi chiesero l’eterna giovinezza e quindi l’im­mortalità.

Gli Dei però, nella loro somma saggezza, reputando tale dono troppo grande per dei semplici mortali, posero una condizione e pretesero in cambio da entrambi l’oggetto più prezioso che possedevano. Al più anziano chiesero la splendida spada Gramr, che gli aveva permesso di salvare le persone a lui più care. Al più giovane chiesero il fiore re­galatogli dall’amata al momento dell’addio, che egli stringeva ancora in mano.

Nessuno dei due principi consegnò agli Dei l’oggetto richiesto, probabilmente in quell’istante entrambi compresero la vanità del proprio desiderio, o forse il prezzo preteso dagli Dei era troppo alto persino per l’immortalità. Fu così che lasciarono i sacri antri del Wal­halla per fare ritorno alle loro lontane dimore.

Dopo di loro però, come nella nostra storia, si presentò agli Dei un giovane drago, il cui nome era Penumbra, offrì agli Dei la propria vita in cambio di un fiore… gli Dei sorrisero…

 

22:13 Scritto da: mostro-16 in Fantasy, libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fantasy, romanzo, letteratura, libri, nibelunghi, terra di mezzo, walhalla, drago, penubra, spada | OKNOtizie | | |  Facebook | |  Stampa |

25/09/2011

fantasy / Malus, I. Il racconto del giullare.

 

Chi è costui, vi chiederete voi, ecco mi presento: sono un giullare e quanti mi conoscono credo siano pronti a giurare che sono pazzo.

Folle, nel vano tentativo di sfidare la magia col solo ausi­lio dell’intelletto. Sognatore, perché credo nella grandezza dell’uomo. Male­detto, perché non affido le mie speranze a un raggio di Sole. Dannato, perché ho cercato di cancellare i colori dell’arcobaleno lasciando solo il rosso del sangue. Il mio sangue sulle mie mani. Eppure, vi fu un tempo lontano in cui fui principe, figlio di grandi re, in se­guito divenni guerriero, ma le mie armi preferite furon e saranno le parole, messaggere della mia intima essenza che è sempre stata un’anima di giullare.

Da questa collina verdeggiante guardo le foglie degli alberi vibrare al fresco respiro del vento e mi torna in mente il suono dei flauti, dei liuti, della mia amata arpa, spensierato sottofondo delle chiassose feste delle nobili corti, eppure ogni volta che cerco d’abbandonarmi ai ricordi piacevoli, irrompe il fragore scellerato dei campi di battaglia, lo sguardo spietato dei condottieri con i pugni insanguinati stretti sulle spade, ed è inutile negarlo, io ero tra loro.

 Vedo i fianchi della collina dorarsi nella quiete del tramonto, le miriadi di fiori che la ricoprono assumere tinte calde, madide di vita, sento il loro profumo abbracciarmi con forza come a volere diventare la mia stessa linfa vitale; nonostante ciò… ogni sera mi ritrovo qui, seduto sotto questa maestosa quercia, rivolto a nord col cuore proteso verso i confini settentrionali di questo mondo, verso funesto Niflar, il Paese delle Nebbie, che divide la terra degli uomini, dei vivi, il Midgard, dal mondo dei morti, l’Hel. Scorgo in lontananza la bruma scivolare sottile tra gli alti boschi venirmi incontro cercando me, figlio del Paese delle Nebbie che non mi hanno abbandonato; ballavo, cantavo, scherzavo, ma il mio cuore era dominato dalla nebbia, non c’era piacere umano che potesse dissolverla, allontanarla da me, già perché allora non volevo ammettere nemmeno questo: la mia natura elfica e non umana.

Alcune evanescenti saghe c’identificano con gli elfi neri, ma nelle notti d’inverno, quando la bruma arriva a coprire le cime degli abeti, il vento canta il nostro antico nome: eravamo i Nibelunghi, adesso siamo pochi errabondi senza terra e un passato che non sia una confusa leggenda nella stessa legenda.

Siamo tornati! partecipate al nostro romanzo!

Ciao a tutti siamo tornati!

Eravamo nati qui su Virgilio, poi siamo andati alla ricerca di altre sponde, adesso abbiamo pensato che potremmo giovarci della bilocazione che il web permettere e tornare alle origini.

Abbiamo cambiato nome al blog per praticità prima era Chiacchiere dal castello ci Tenebricus, adesso è più semplicemente Mostriciattoli On-line

Per chi non ci conoscesse, (praticamente tutti) noi viviamo in un tetro castello ai confini della Terra di Mezzo, che può pure sembrare suggestiva al cinema, ma abitarci è tutt'altra cosa. Dunque noi siamo un tantino ciarlieri e ci piace molto parlare di noi e rancontare le nostre epiche e gloriose gesta, se vi va di ascoltare sarete i benvenuti.

Nei prossimi post pubblicheremo a puntate il romanzo che narra le nostre straordinarie imprese, essendo il romanzo in fase di revisione se avete qualche dubbio a suggerimento potete ancora intervenire, in altre parole diamo la possibilità di commentare l'opera mentre non è ancora finita... Tanto con la lentezza con cui lavora il nostro autore avrete tutto il tempo di questo mondo per rifletterci su.

Un abbraccio a tutti

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